La Citta' Fragile | La Triennale di Milano

La Citta' Fragile | La Triennale di Milano

November 19th, 2009

prospekt photographers is glad to present the exhibition: La Citta' Fragile, curated by Aldo Bonomi. Among the various contributors, the following prospekt photographers: Alfredo D'Amato, Andrea Pagliarulo, Samuele Pellecchia, Alexey Pivovarov, Alisa Resnik and Cristina Vatielli.


Press Conference: November 19th, 2009 at 11:30 a.m.
Opening: November 19th, 2009 at 7 p.m.
From November 20th , 2009 until January 10th, 2010

La Triennale
Viale Alemagna 6, Milano
www.triennale.it

La Citta' Fragile | La Triennale di Milano

19 novembre 2009

prospekt fotografi è lieta di presentare la mostra La citta' fragile. Tra i contributi in mostra, i fotografi prospekt Alfredo D'Amato, Andrea Pagliarulo, Samuele Pellecchia, Alexey Pivovarov, Alisa Resnik e Cristina Vatielli.

“Non è rinchiudendo il vicino che ci si convince del proprio buonsenso”
F. Dostoevskij

A cura di Aldo Bonomi.
Progetto dell’allestimento e grafico AquiliAlberg.

Inaugurazione 19 novembre 2009, ore 19.00
Conferenza Stampa 19 novembre 2009, ore 11.30
Dal 20 novembre 2009 al 10 gennaio 2010
Mar-Dom 10.30-20.30 | Gio 10.30-23.00 | Lunedì chiuso
Ingresso gratuito

La Triennale
Viale Alemagna 6 Milano
www.triennale.it


La Triennale di Milano presenta la mostra La città fragile a cura di Aldo Bonomi. Dopo La città infinita (2003), La rappresentazione della pena (2006), La vita nuda (2008) la mostra può essere considerata la quarta tappa di una riflessione sugli effetti della modernità sulle forme di convivenza, della sua tendenza all’erosione delle forme di relazione tradizionali e del bisogno di comunità.

Nel corso degli ultimi anni la Triennale ha aperto i propri spazi alla rappresentazione del moderno nella sua dimensione sociale, in particolare alle conseguenze del processo di globalizzazione sulla vita quotidiana delle persone che vivono e lavorano in Lombardia, il territorio italiano più aperto ai flussi globali.

Focus della mostra saranno fragilità e paure che investono le persone travolte da una modernizzazione che rompe i riferimenti comunitari e famigliari che assicuravano la trasmissione dei valori tra le generazioni. Lo spazio metropolitano è diviso quindi in zone che faticano a comunicare e a elaborare visioni del futuro condivise. Ecco allora emergere la città fragile.

La mostra attraverso documenti fotografici, video, illustrazioni, mappe, dati statistici emblematici, vuole rappresentare alcune fragilità della città contemporanea mettendo in scena il rapporto tra comunità del rancore, quella del rinserramento e della ricerca del capro espiatorio, comunità di cura, quella che cerca di farsi carico delle fragilità sociali, comunità operosa, quella che agisce in modo privilegiato nell’ambito produttivo e delle professioni.

Il percorso della mostra si snoda quindi su tre percorsi paralleli collegati da linee
d’ombra che sottolineano l’intreccio concettuale tra fragilità, rancore e cura, mentre l’operosità sarà rappresentata dal visitatore. Sono gli operosi a mettere in mostra disagio e solitudine con il loro operato e nell’operoso si identifica anche il visitatore stesso.

La spina dorsale della mostra sarà costituita da 5 schegge del rancore tematizzate su: società securitaria, biscotto nero-il caso Abba, femminicidio, malaombra-i suicidi nel mondo, la secessione dei benestanti.
Intorno alle schegge si snodano i due percorsi orientati, da un lato, a rappresentare le fragilità metropolitane contemporanee: quelle che toccano l’universo giovanile, degli anziani, degli stranieri, delle donne, dei “matti”, etc.; mentre sull’altro lato verranno rappresentate esperienze emblematiche di pratiche di cura distinte in: professioni della cura, scuola, cura femminile, esercito dei buoni, impresa sociale e impegno istituzionale.

Alla fine del percorso, la comunità della cura e la comunità degli operosi si fondono, accorpando anche la comunità del rancore nello spazio dell'illuminazione, un agorà nella quale verranno organizzati momenti di riflessione sui temi trattati nella mostra.
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