Serbia, Kragujevac, maggio 2008. Zastava, fabbrica automobilistica, patner produttiva Fiat dagli anni '80, acquistata da quest'ultima nel 2008.

Francesca H. Mancini - FIAT Zastava, welcome home

Kragujevac, Serbia May 2008
Francesca_H. Mancini

July 2010, FIAT decides to move some of the Turin production in Serbia

Zastava is an automobile factory in Kragujevac, a town once known as the Turin of the Balkans: a production partner of the Italian giant, Fiat, since the 1950s, it was the jewel in the crown of the Serbian economy in the Tito era. Then came the crisis of the 1990s and the war in Kosovo: the plant was bombed, and everything seemed to be at an end. But the workers rebuilt part of the factory and partial production began again. Today there are 36 thousand fewer jobs, an unemployment rate of 30% in Kragujevac, and an average salary of 200 euros a month. But on 6 May, just a few days before the elections, a new hope appeared: Zastava and Fiat signed an agreement whereby 70% of the factory was to be bought by Fiat. On 29 September the agreement comes into effect, it should mean ten thousand new jobs. But for now, the only concrete sign of Zastava’s future is a banner greeting visitors arriving from Belgrade. It says "Benvenuti a casa" (“Welcome home”), signed by Fiat.

In the Archive section there are pictures of FIAT PUNTO car model.


Francesca H. Mancini - Zastava, welcome home

Kragujevac, Serbia Maggio 2008
Francesca_H. Mancini

La Zastava non è solo una fabbrica di automobili che la Fiat ha accompagnato per sessant'anni e che adesso sembra sul punto di comprare: è un simbolo, di operai - soprattutto donne - che non smettono di credere nel proprio lavoro, nel proprio Paese, nella propria vita. Kragujevac è una cittadina serba che, un tempo, era chiamata la Torino dei Balcani: anni floridi, gli anni Ottanta, nei quali in virtù di un accordo tra Zastava e Fiat, le automobili prodotte sono esportare in Gran Bretagna e Stati Uniti. Poi, la crisi degli anni '90, le sanzioni di Unione Europea e Stati Uniti, la guerra del Kosovo: gli stabilimenti vengono bombardati, nonostante alcuni operai si trasformino in scudi umani per difendere la fabbrica, e tutto sembra finito. Ma, come detto, questa è una storia di operai che non smettono di credere nel proprio domani: da soli ricostruiscono il tetto del padiglione che nel 2005 ricomincera' ad assemblare i pezzi della Zastava 10, con licenza Fiat, per il modello Punto. Certo, le ferite sono aperte: 36 mila posti di lavoro in meno, tasso di disoccupazione a Kragujevac del 30%, stipendio medio di 200 euro. Il 6 maggio 2008, a pochi giorni dalle elezioni, una nuova speranza: Zastava e Fiat siglano un'intesa, il 70% della fabbrica sarà comprato dalla casa torinese. L’accordo prometteva l’arrivo di diecimila nuovi posti di lavoro. Una vera rinascita economica per Kragujevac e la Serbia. Ma, al momento, tutti si domandano se non sia stata soltanto una mossa propagandistica a pochi giorni dalle elezioni. Per ora, l'unico segnale concreto del futuro della Zastava, è uno striscione che accoglie i visitatori che arrivano da Belgrado. Dice "Benvenuti a casa". E' firmato Fiat.

Nella sezione Archivio sono presenti immagini di lavorazione del modello FIAT PUNTO.
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